La EHF ha reso noti nella tarda mattinata di stamane i ranking maschili e femminili, i quali riassumono la distribuzione delle Coppe Europee nelle varie nazioni associate.
La graduatoria, valida per la stagione 2010/2011, tiene conto dei risultati ottenuti in ambito europeo nel triennio agonistico compreso tra il 2006/07 ed il 2008/09.
Un periodo, questo, di magra per la pallamano italiana: l’handball nazionale scende nel ranking sia nell’ambito maschile che in quello femminile.
Per gli uomini, si passa dal 20^ al 26^ posto, con un coefficiente di 13,67 punti. Fortunatamente, pur essendo un punteggio basso, esso mantiene l’Italia nella fascia delle squadre aventi diritto alla partecipazione ai preliminari di Champions League.
I campioni d’Italia 2009/10, quindi, potranno prendere parte ai match di qualificazione della principale competizione continentale, come avvenuto per l’Italgest Casarano nelle passate stagioni. Rimangono invariati i numeri di squadre ammesse alle altre competizioni: una per parte in Cup Winner’s Cup ed EHF Cup, due in Challenge Cup.
Si scende anche tra le donne: qui l’andamento negativo è leggermente più mite, visto che si passa dalla 22^ alla 26^ posizione. Il coefficiente, 8.75 punti, non prevede la partecipazione di formazioni italiane ad alcuna fase della Champions League.
Due squadre, quindi, saranno ammesse alla EHF Cup, mentre, come per gli uomini, in Cup Winner’s Cup e Challenge Cup sarà prevista una sola compagine.
UOMINI
1- Germania (151,22): tre squadre in Champions League, due in EHF Cup, una in Cup Winner’s Cup
2- Spagna (131,89): tre squadre in Champions League, due in EHF Cup, una in Cup Winner’s Cup
3- Danimarca (68,11): due squadre in Champions League, due in EHF Cup, una in Cup Winner’s Cup
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26- Italia (13,67): una squadra in Champions League, una in EHF Cup, una in Cup Winner’s Cup, due in Challenge CupDONNE
1- Danimarca (116,44): due squadre in Champions League, due in EHF Cup, una in Cup Winner’s Cup
2- Russia (100,67): due squadre in Champions League, due in EHF Cup, una in Cup Winner’s Cup
3- Ungheria (87,63): due squadre in Champions League, due in EHF Cup, una in Cup Winner’s Cup
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26- Italia (8,75): due squadre in EHF Cup, una in Cup Winner’s Cup, due in Challenge Cup
di Matteo Aldamonte













14 Commenti in "Coppe Europee, Italia in calo nel ranking"
Bresanone e Trieste semifinali di Challenge Cup. Ottavi di finale vuole dire NULLA cioè passare un turno meglio chiarirlo. Bologna è negli ottavi di Challenge la prossima settimana. Se la federazione manda in giro qualcuno viene regolarmente guardato con sospetto se gli va bene snobbato. Senza contare che non ci sono i soldi per una simile attività.Prima deve cambiare la mentalità dei club, se mancano garanzie dipende solo ed esclusivamente dalla gestione scellerata dei club che hanno vanificato la presenza di Sky prima e stanno vanificando la presenza della Rai ora. Strumenti che la FEDERAZIONE ha messo a disposizione dei club , per visibilità per sponsor per propaganda. Eì la federazione che deve mettere gli spettatori nei palazzetti?Mancano sicuramente alcune strutture alla federazione , ma in assenza di una lega che nemmeno 8 club sono riusciti a varare, è autoreferenziata e conseguentemente più fallibile.La pochezza del nostro movimento è anche nei nostri post di quest’articolo, dove viene esposto ALLA LUCE DEL SOLE il fallimento dei club dai mille stranieri e dai mille naturalizzati, e invece di parlare d quello siamo qua a discutere della federazione.
E che ne sai tu che gli arbitri non hanno visto le partite dell’Europeo? A parte che non servirebbe a molto date le distanze siderali tra quel livello e il nostro, soprattutto di base.
Piuttosto: dove sono le sezioni? Dove sono le riunioni tecniche OBBLIGATORIE PER TUTTI PENA IMMEDIATA SOSPENSIONE, arbitri e commissari?? Dove sono i presidenti CAR che le dovrebbero tenere? Dov’è il materiale video? (lezioni video, non la finale delle olimpiadi che non è il presente di un arbitro italiano), Dov’è la collaborazione delle società? Ho sempre sostenuto che un diciottenne scarso a giocare ma appassionato può diventare un grande arbitro, così come un ex giocatore che vuol rimanere nel giro (due nomi per tutti: Baroni e De Mauri, da me sostenuti e spinti agli inizi di carriera) ma questo le società non lo vogliono capire perché non sia mai che si dica: l’arbitro portato da te mi ha fatto perdere la partita… Deve cambiare la MEN-TA-LI-TA’.
Linomito , appoggio ogni singola parola.
Sono parole che derivano dal toccare con mano la realtà da 28 anni, sigh…
Caro linomito io da ex giocatore mi informai due anni fa,proprio per rimanere come dici tu “nel giro” ma soprattutto perchè sono un altro innamorato di questo sport, circa la possibilità di diventare arbitro di pallamano. Hai sentito nulla, tu che non c’eri …..??
Se invece di fare polemiche incomprensibili ti spieghi meglio…