Commovente Bielecki: torna in campo e segna undici reti in Bundesliga

Un incidente in allenamento: l’occhio sanguina, in molti lo danno per ‘perdente’. Carriera finita, si dice. E invece lui, Karol Bielecki, terzino polacco del Lowen (Bundesliga) e campione vero, non ha voluto mollare. Si è rimesso in gioco, nel gioco ci è tornato alla grande.

28 – 26 contro il Goppingen. Lowen primo in classifica, ma la notizia è un’altra: Bielecki è in campo, e torna a modo suo. A suon di gol. Ne segna undici, mica uno. Il ‘suo’ Lowen vola, vince, lo acclama. ‘Karol, Karol, Karol’ urla in coro la SAP Arena, che accoglie nuovamente il suo campione.

Il terzino polacco risponde, come detto, con undici reti. E’ il miglior realizzatore, è il migliore in campo. Ma questa, in fondo, non è una novità per un campione come lui. E’ comunque una splendida, commovente storia di vita e di sport. Il mondo della pallamano non può che dirlo in maniera unanime: bentornato Karol.

di Matteo Aldamonte

15 Comments

  1. Fabrizio Santoro said:

    Chapeau per Karol, non avrei mai pensato potesse tornare in campo.. Davvero un grande..

  2. Linomito said:

    Commovente, come solo le storie di sport sanno essere!

  3. Daniele Battistoni said:

    Io credo che commoventi siano altre cose… Credo che questa sia una grande dimostrazione di quanto la voglia di una persona di raggiungere un obbiettivo possa essere forte. Una dimostrazione di carattere, di coraggio, di determinazione!!! Ma non commovente…

  4. patrick said:

    a me commuove per esempio quando una persona guarisce dal cancro….non quando un giocatore torna a giocare dopo un infortunio…se no sarei sempre a piangere… :-)

    • Matteo Aldamonte said:

      Beh, se però dopo quell’infortunio danno la tua carriera per finita (e rischi di perdere la vista a quell’occhio), e tu segni 11 gol…

  5. Benedetto said:

    Quando avevo letto la notizia dell’incidente con la decisione del polacco per il suo ritiro, fra me e me avevo pensato che non poteva durare molto. Chi come me pratica sport, qualunque sia il livello, quello che ci accomuna e’ sicuramente la passione, che non dipende sicuramente dalla propria bravura o se giochi in Bundesliga piuttosto che nella serie B regionale in italia. Daltronde se dopo solo 2 mesi e mezzo di vacanze estive, io non vedo l’ora di riprendere l’attivita’ sportiva, figuriamoci uno come Bielecki, che gioca in un palazzetto stracolmo di gente nel campionato piu’ importante (credo) D’europa. Si poteva ipotizzare che non potesse giocare piu’ ad altissimi livelli, ma smettere del tutto, non ci potevo credere ed infatti….

  6. Mr Pallonetto said:

    Caselli, la vecchiaia ti ha intenerito l’animo?
    A me commuove semplicemente un palazzetto pieno di gente che ti sostiene o che ti omaggia come avversario dopo che hai vestito la maglia dei padroni di casa. Ma io sono di animo tenero……………………Comunque in Italia c’è chi ha fatto qiualcosa di simile naturalmente senza il clamore della stampa! Complimenti davvero!

  7. kuze said:

    a me la cosa che mi commuove sono i miei figli tutto il resto sono solo chiacchiere ragazzi

  8. Benedetto said:

    Non capisco questa vostra discussione ( parlo un po’ in generale e forse potro’ apparire qualunquista), credo che ci si possa commuovere verso una persona, x la quale la pallamano rappresentava e fortunatamente rappresenta ancora la sua vita attuale, e che ad un certo punto per un incidente, il mondo di questa persona gli fosse crollato addosso, tutte le certezze per lui erano crollate, decidendo di cedere a quello che gli era successo. Il commovente potrebbe essere rappresentato dalla sua voglia di reagire al destino avverso, magari sicuramente con l’aiuto di tutti, famigliari compagni di squadra dirigenza sportiva pubblico amico ed avverso ecc ecc. E’ una storia che sicuramente puo’ commuovere, ma e’ soprattutto una storia che puo’ insegnare tanto, soprattutto ai ragazzini, che ora come ora, molto spesso, e non parlo solo di sport, alle prime difficolta’ mollano, si arrendono, perche’ magari nessuno insegna loro che nello sport come nella vita per raggiungere dei traguardi devi sudare, e qualche volta sul proprio cammino ci si mette pure la sfiga, ed e’ allora che devi sudare ancora di piu’, essere ancora piu’ forte piu’ testardo e continuare ad andare avanti.

  9. caselli said:

    il problema è che le ali sinistre sono più sensibili !!! ci basta poco.. siamo fatti così…

  10. Mr Pallonetto said:

    …..visti i pochi palloni che arrivano dobbiamo essere più sensibili in modo da cogliere ogni “scians” (chance, ndr).

  11. Lino said:

    Ieri ho visto mia moglie (che dello sport sa solo che esiste) piangere per la morte di Tomizawa… Non esistono cose più o meno commoventi, la commozione è legata al carattere e alla sensibilità di ognuno di noi. Certo quando vedi morire un ragazzo dell’età di tuo figlio, non puoi rimanere indifferente, ma non è detto che ci si debba commuovere solo quando uno muore. Il caso di Bielecki è una bella storia di un uomo coraggioso e determinato, c’è chi si commuove e chi no, ma non polemizziamo anche su questo!

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