E’ stato individuato, in casa Italgest Casarano, il nominativo del nuovo allenatore che guiderà la squadra a partire da domani, quando vi sarà la presentazione ufficiale.
La società non ha ancora reso pubblico il nominativo del sostituto di Francesco Trapani, ma negli ambienti dell’handball nazionale circola, seppur in maniera ancora ufficiosa, il nome di Settimio Massotti, ex allenatore del Città Sant’Angelo, e con trascorsi anche nello staff della Nazionale italiana.
Circolavano, per la panchina salentina, anche i nominativi di tecnici stranieri, ma la dirigenza rossoblu avrebbe preferito affidare la direzione dell’organico ad un tecnico di provenienza italiana.
Per la presentazione ufficiale del coach è stata convocata, infine, una conferenza stampa per Giovedì 14 Gennaio con ritrovo alle ore 11,00 presso la sede della società sita in Piazza Nazario Sauro a Casarano.
di Matteo Aldamonte













26 Commenti in "Casarano, sarà presentato domattina il nuovo tecnico"
Guarda che il professionismo nella pallamano esiste da quando tu non eri nemmeno nei progetti. Quello che continua a mancare è la professionalità, ma quella è un’altra cosa e che nè a Casarano nè da nessun’altra parte c’è ancora.
Lo scudetto dell’anno scorso è una vittoria di cui andare sicuramente fieri, per averci creduto fino alla fine e aver ben interpretato la finale d’andata battendo un avversario più forte, al netto di ogni considerazione su cosa è successo al Conversano. Ma nei due anni precedenti è stata una noia mortale, al massimo direi bravo al presidente. E poi, certo che mi interesssa quanto vengono pagati i giocatori se anche ai miei devo dare di più perché il presidente del Casarano ha fatto saltare il mercato… e se adesso girano naturalizzati impresentabili anche in èlite è perché prendono meno di 1000 € al mese dato che quelli forti, sempre di meno, hanno viaggiato su cifre assurde per lo stesso motivo di cui sopra.
A questo aggiungi i gran bla bla bla di vittorie europee cui hanno fatto seguito solo passi indietro, le tante magre in sede organizzativa, certi atteggiamenti discutibili (ve le siete dimenticate le orde di ultras del calcio fuori casa senza adeguata preventiva organizzazione dell’ordine pubblico? Io no), e capisci perché alla minima cosa ti danno tutti addosso.
Le società guardano al loro diretto interesse (leggittimo) e basta (illegittimo a mio parere), ciò che manca è l’interesse per far crescere tutto il movimento, soprattutto se questo comporta un livellamento delle squadre. In sostanza spesso non c’è interesse a farlo crescere proprio perchè l’obbiettivo è solo il trofeo. Un paio di esempi? Quando Conversano era nell’epoca Papillon nessuno aveva interesse ad essere competitivo con loro, perchè econoicamente troppo forti; appena si è ritirato c’è stata la corsa al rinforzo.
Ancona in questa stagione sembrava essere la vittima sacrificale e ora che è intervenuta sensibilmente sul mercato c’è la corsa al rinforzo (per chi in partenza non aveva velleità di scudetto).