Conquistati i quarti di finale di Challenge Cup ed in attesa del sorteggio che avverà alle ore 11, Beppe Tedesco, allenatore del Bologna United ci racconta sensazioni ed emozioni di questo risultato della pallamano italiana oltre le Alpi.
PALLAMANOITALIA: Il Bologna, il Bologna dei giovani e degli italiani, porta a compimento una grande impresa, ed ottiene l’accesso ai quarti di finale della Challenge Cup. Possiamo parlare, già a Febbraio, di progetto vincente?
BEPPE TEDESCO: Siamo consapevoli di aver fatto qualcosa di buono, non una grande impresa, semplicemente qualcosa che poteva essere fatto comportandoci al meglio, l’Innsbruck non è un top-team europeo, ma ad esempio quest’anno in campionato a casa Sua ha agevolmente battuto Bregenz (campione d’Austria e facile vincitore del Casarano in Coppa), Krems , squadra prima in classifica attualmente; per quanto riguarda il nostro progetto, che mi piace ripetere non è solo da quest’anno che portiamo avanti,infatti anche se molti non ricordano, appena arrivati in A1alla fine degli anni ’90, noi abbiamo deciso di puntare sui giovani italiani a partire da Marcello Montalto, da Salvatore Onelli, da Silvan Bernardi, da Marcello Zanfi, da Matteo Pettinari, da Daniele Sottoriva,da Hannes Innerebner e qualcuno in questo momento ne dimentico sicuro. La nostra filosofia è sempre stata i giocatori italiani di pallamano , se messi in condizione di giocare e allenarsi, e non di fare i magazzinieri, non sono poi così inferiori alla media degli altri giocatori europei, e quindi valeva la pena di puntare su di loro; sicuramente nel corso di questi anni abbiamo fatto molti errori, principalmente io, ma ci sembra che l’idea di base continui ad esser giusta e da seguire se davvero vogliamo sviluppare la pallamano italiana.
PI: Mister, questa mattina il sorteggio: si augura di evitare qualche squadra in particolare?
BT: Quando rimangono solo 8 squadre diventa complicato scegliere, l’unica cosa che posso dire è che visto il momento dello svolgimento dei quarti di finale, e cioè la coincidenza con la poule-scudetto e l’inizio dei play-off, dal punto di vista logistico sarebbe meglio andare in Slovenia.
PI: I migliori risultati di sempre delle squadre italiane in Europa sono costituiti dalle semifinali di Trieste e Brixen, negli anni scorsi. Quante chance ha questo Bologna di ripetere quei risultati?
BT: Direi che Bressanone e Trieste hanno fatto sì delle imprese, ma non sono le uniche imprese fatte da squadre italiane in ambito europeo, io vorrei ricordare lo stesso Trieste capace di vincere a Zagabria e il Merano autore di vittorie nei gironi di Champions; per quanto riguarda Noi, nella Nostra breve storia Europea qualche risultato di prestigio lo abbiamo ottenuto, vincere in Svezia ed eliminare una squadra svedese (Lugi), vincere con il Borac a casa loro ed eliminarlo non sono state cose di poco conto, approdare in semifinale sarebbe un ulteriore regalo a noi stessi e cercheremo di fare di tutto nella consapevolezza che sarà comunque difficilissimo.
PI: Parliamo, nel complesso, di un risultato storico per il nostro movimento, visto anche il momento tutt’altro che felice per quanto riguarda l’attività della Nazionale. Ecco mister, non crede, in virtù anche della vittoria dell’andata, che sarebbe stato ‘salutare’, ed utile a livello di promozione, poter assicurare la diretta televisiva della gara tra Bologna ed Innsbruck?
BT: Sicuramente sarebbe stato un momento di gioia “pallamanistica” dopo tante delusioni, ma probabilmente il fatto che si giocava di Domenica e durante le Olimpiadi Invernali sarà stato determinante.
PI: Quanto ‘peso’, ovviamente nella sua accezione positiva, può avere il progetto-italiano del Bologna nel movimento della Nazionale?
BT: Sinceramente penso che sia qualcosa che deve essere sfruttato, avere tanti giocatori italiani, di buon livello, in una sola squadra, e messi in condizione , almeno per adesso, di pensare solo alla pallamano costituisce sicuramente un fatto positivo, qualcosa su cui credo ci si possa basare per il futuro della nazionale.
PI: Ed i tecnici italiani, che ruolo dovrebbero rivestire nell’ottica di un miglioramento, a livello tecnico, della pallamano?
BT: Faccio fatica a rispondere perché credo che tutti i tecnici, italiani e stranieri, non sto parlando di quelli che fanno altri mestieri e si spacciano come allenatori, e purtroppo in Italia ce ne sono stati tanti, ogni santo giorno lavorano per la crescita tecnica del Nostro Sport, il problema resta a mio avviso sulle condizioni in cui sono messi a lavorare, se cioè possono farlo con atleti , o con dopolavoristi; credo sia difficile essere smentiti sull’assunto che gli atleti e le squadre che vincono nelle competizioni di alto livello non siano dopolavoristi, io non ho niente contro questa categoria di amatori che apprezzabilmente continuano ad essere appassionati ad uno sport, ma per loro devono esserci le competizioni riservate e non certo i massimi campionati, campionati che vanno disputati da chi pratica lo sport agonistico con l’intenzione di arrivare al vertice.
di Matteo Aldamonte
bravo bologna,complimenti a Tedesco
norvegesi per il bologna..e seconda partita in casa (!!)
Andata 27/28-03-2010
Ritorno 03/04/-04-2010
RD Slovan-C.S.U. Suceava
MMTS Kwidzyn-Xico Andebol
VS Sporting Clube de Portugal-Stiinta Municipal Dedeman Bacau
VS Stord Handball-Bologna United
Pensare che la RAI sconvolga un palinsesto già pronto, di domenica pomeriggio, per la pallamano e in piene olimpiadi mi sembra pretendere decisamente troppo.
E poi quei soldi non era meglio spenderli per riempire il palazzetto con un’adeguata campagna promozionale piuttosto che per farsi vedere quanto siamo belli quanto siamo bravi dagli “altri” in tv? Mi dicono che c’era più gente del solito ma non certo il pienone…
Non sprechiamo tempo a fare polemiche inutili e godiamoci il risultato.
Ci sarebbe parecchio da ridire, o magari da puntualizzare, in merito all’ultima risposta di Tedesco sui dopolavoristi ecc.. E’ un pò come voler costruire una casa partendo dal tetto. Il concetto espresso è sicuramente giusto, ma non è che si possa praticare così, facendo semplicemente schioccare le dita. Per avere solo atleti professionisti, e quindi anche una società professionistica (perchè neanche questo va sottaciuto) son necessarie diverse condizioni che attualmente la pallamano italiana non è in grado di offrire. Primo fra tutti stipendi agli atleti sufficienti non solo a farli vivere (con le loro famiglie), in maniera adeguata finchè giocano. Ma anche e soprattutto adeguati ad assicurare loro un futuro. Perchè se un atleta deve fare il professionista non può lavorare, almeno finchè gioca. E quando termina la carriera che fa?
O ha un futuro già assicurato da prima, magari in un’azienda o un’attività di famiglia, o il futuro gli deve essere assicurato investendo quanto guadagnato con la pallamano. Ora la mia domanda è semplice: attualmente la pallamano italiana è in grado di offrire stipendi tali da assicurare anche il futuro degli atleti cd. professionisti? Poniamo che per vivere bene ed asicurarsi anche un futuro si debbano guadagnae almeno (ma dico il minimo) 50.000 euro annui, per un atleta che possa giocare 12-15 anni ai massimi livelli.Orbene quante società sono in grado di pagare simili stipendi ad un parco di almeno 14 giocatori? La risposta mi pare piuttosto semplice: nessuna. E allora il discorso del professionismo va allegramente a farsi benedire. Le case si fanno dalle fondamenta.
a dire il vero mi pare che la Rai fosse d’accordo e che a negare l’autorizzazione sia stata la figh. così dicono….
E ti hanno detto assai male. La FIGH non ha assolutamente voce in capitolo nelle gare di Coppa, i diritti non le appartengono. Nulla vieta ai club di organizzarsi in forma autonoma per la trasmissione delle gare di Coppa. Certo come già detto ceh giocando la domenica o il sabato è praticamente impossibile un accordo a meno di giocare in orari improbabili.
La volpe e l’uva… sono quasi trent’anni che sento sempre e solo le stesse cose dalle stesse persone, non ne posso quasi più!!!