È una notizia che rimbomba in tutto l’Alto Adige e non. Grande aria di cambiamento per la società SSV Forst Brixen di pallamano che perde una delle sue pedine fondamentali, il simbolo della squadra e di tanti campionati: Armin Michaeler.
La notizia è apparsa oggi sul quotidiano altoatesino “Dolomiten”, con un’intervista a cura di Stefan Peer. Michaeler dichiara:”Mi prendo una pausa: questa decisione è dettata da diversi motivi tra cui la nascita imminente del mio secondo figlio; inoltre ho 30 anni e da 10 gioco in prima linea: questo è uno sforzo non da poco. È una decisione presa anche per questioni di motivazione, comunque se la società dovesse avere bisogno di me cercherò di rendermi disponibile“.
Un grande tassello che se ne va dunque per gli altoatesini: il sostituto c’è già e si configura nel brissinese Benno Pfattner, ora in forza al Merano in A1.
Non è finita qui perchè -come scrive il Dolomiten- il piano triennale volto allo scudetto per il prossimo anno sembra cadere: la società deve ridimensionare soprattutto i costi e questo significa un solo straniero. Stefanic sembra già sulla via dell’addio mentre l’incognita resta Nikolic. Altre incertezze però continuano ad essere presenti in casa Brixen: Andreas Kammerer si pone in dubbio per la prossima stagione. “Ho una certa età -spiega il pivot- ed ho avuto i miei successi sportivi, sono in dubbio per la prossima stagione. Nulla di sicuro comunque perchè prima dovrò parlare con la società.“
Si vocifera anche di un possibile addio di Nössing, prontamente stoppato: solo al termine della stagione si avranno notizie certe e chiare in merito, visto che tutte le situazioni andranno discusse dalla società.
di Luca Zadra
Questi dubbi sul futuro di atleti che si sentono ormai “a una certa età”, concomitanti con i sentori di ridimensionamento (economico) dei programmi del Brixen, mi lasciano più di qualche perplessità. O uno dice: mi ritiro. Oppure dice: devo parlare con la società.
Già il livello della pallamano è quello chè è, se poi disarma anche una roccaforte storica come il Brixen siamo veramente da si salvi chi può.
mah?! io lo ritengo “normale”: il campionato di pallamano richiede impegno professionistico e pochi(sempre meno visti i momenti) possono metttere all’attivo guadagni interessanti.
Inevitabile che, chi “tira il carretto” da anni voglia guardare alla vita futura, per non aumentare il numero dei “disadattati” gia’ congruo nella pallamano(ma non solo, credo).
Ovvio che il “devo parlare con la societa’” si traduce con ” se mi danno piu’ soldi ci penso per un altro anno!!!
preparatevi a squadre nuove , allenatori nuovi e abbassamento del livello.
e forse non tutti i mali verranno per nuocere.
squadre zeppe di giovani locali che fino ad oggi non avevano spazio e per chi non li ha si iniziera’ a lavorare se si ha voglia di proseguire questo sport.
Torniamo a 20 anni fa quando si giocava con uno straniero buono e il resto tutti locali.
Solo un idea … allenatori giovani con idee e metodi nuovi , altrimenti non cambiera’ mai nulla.
e se stesse pensando di andare a giocare altrove ??? Bruciare uno straniero in porta quando hai uno come micaeler a due passi da casa non è una grande idea…
Bisogna vedere se “si traduce con” se mi danno più soldi, o semplicemente se me li danno. Preciso che il mio è un discorso generale e non rivolto a Brixen.
Nello specifico trovo più preoccupande l’ipotesi di abbandono di Nössing, visto il ruolo che ricopre in società.