A1M: deciso il gruppo di lavoro per la ‘cassa compensativa’

- Scritto il 20 luglio 2010 -

Si è svolto oggi (ieri ndr) a Roma, nella sede di Viale Tiziano, l’incontro tra il Presidente Federale e le società aventi diritto a partecipare al campionato di serie A/1 che, come noto, da quest’anno è stato suddiviso in due gironi.

Sono stati affrontati tutti gli argomenti inerenti la recente riforma dei campionati, con uno sguardo rivolto al futuro assetto degli stessi e ai conseguenti obblighi derivanti dalla attività giovanile, che vedono una sempre maggior attenzione da parte delle società nell’incremento del lavoro sui vivai per poter rafforzare le nazionali di categoria.

Concluse le valutazioni sulle linee generali, la discussione si è spostata su quello che era l’argomento sicuramente più atteso, riferito alla costituzione di una sorta di cassa di compensazione tra i club della serie A/1 maschile, in modo da poter stabilire dei principi comuni che consentano di equilibrare le spese , nel rispetto delle scelte gestionali di ciascuna società. In questo modo la voce “trasferte” non costituirà più in futuro una discriminante tra i gironi in cui sarà divisa la serie A/1.

Al termine delle varie valutazioni proposte dai club presenti, si è proceduto al sorteggio dei membri del gruppo di lavoro preposto a stabilire i parametri di valutazione; tali componenti sono per il girone nord i club di Ferrara e Cassano Magnago, mentre per il girone Sud quelli di Chieti e Fondi. Il sorteggio ha previsto inoltre anche la griglia dei club destinati a sostituire in caso di assenza quelli stabiliti.

I club presenti hanno altresì stabilito che la società di Sassari farà comunque parte del gruppo di lavoro, che vedrà quindi sempre la presenza di 5 componenti. In conclusione, il Presidente Federale ha voluto nuovamente sottolineare la necessità, ampiamente condivisa dai presenti, della costituzione di una Lega tra i club maschili come già ribadito durante la riunione delle società di serie A/1 femminile.

Ufficio Stampa FIGH

L'Autore dell'articolo

Blogger, giornalista e copywriter. Oltre ad essere co-fondatore di PallamanoItalia, è Responsabile Editoriale del Network GT e co-fondatore del Network Ciak. Opera come giornalista freelance presso testate giornalistiche locali e nazionali.

25 Commenti in "A1M: deciso il gruppo di lavoro per la ‘cassa compensativa’"

  1. Trinelli 22 luglio 2010 alle 10:52 · Rispondi

    x LINOMITO

    Guarda caso però che a me risulta che regione Sardegna, Provincia di Sassari e Comune di Sassari alle squadre di Sassari dannno ancora contributi, il tutto visionabile e dimostrabile dai conti pubblici della Regione Sardegna, Provincia di Sassari e Comune di Sassari.
    Che poi siano calati rispetto ad anni passati è certo ma in ogni caso non sono brustolini rispetto al niente o al ” bravi ragazzi fatevi onore ” della regione Emilia Romagna e della Provincia di Reggio Emila.

  2. Trinelli 22 luglio 2010 alle 15:02 · Rispondi

    x LINOMITO

    Vada a visionare il sito : http://www.conicagliari.org/start.php

    Da detto sito vi è in primo piano una comunicazione che dice ” in data 16/0772010 sono aperti i termini per richiedere i contributi per lo sviluppo per lo sport ” ed ad un certo punto si legge che sisi deve presentare domanda per :
    ” – il rimborso delle spese per la partecipazione ai campionati Nazionali Federali a squadre comportanti trasferte ( plurime o con gare di andata e ritorno ) in territorio extraregionale, entro il giorno precedente l’inizio del campionato – ”
    ” – il rimborso delle spese per la partecipazione ai campionati Nazionali Federali degli sport di squadra di maggior rilievo, entro il 30 Settembre 2010 – ”

    Inoltre sul sito del portale istituzionale della Provincia di Sassari si trova :

    Regione Sardegna apre i termini per la presentazione delle domande in attuazione della L.R. 17 MAGGIO 1999 n° 17 provvedimenti a favore dello sviluppo dello sport in Sardegna

    leggere art 27 – art 31

    Quanto sopra come contributi per le trasferte

    Entro il 1° settembre 2010 è possibile richiedere le seguenti agevolazioni :
    - contributi destinati all’attività sportiva giovanile a carattere dilettentistico ed altre voci a seguire che non ho tempo e voglia di citare, chi vuol leggere se lo vada a leggere

    Quindi a chi mi viene a dire che certe società non percepiscono contributi pubblici potrei rispondere in modo poco educato, per uno che di soldi pubblici ne ha visti ben pochi.

    Che poi si debba fare una cassa di compensazione posso anche essere daccordo ma sul piatto della bilancia bisogna mettrci tutto.

    Noi nel 2006 in A1 femminile da Casalgrande siamo andati 4 volte in sicilia ( Messana – S.Giovanni La Punta – Regalbuto – Enna ) 2 volte in Sardegna ( Sasari – Nuoro ) a Salerno ed ad Avellino contro il Flumeri e nessuno ci ha dato un contributo ci siamo andati a nostre spese
    saluti

  3. lucio 22 luglio 2010 alle 18:07 · Rispondi

    Sig. Trinelli: “sul piatto” come dice Lei è giusto mettere un po di tutto, ma non sono poi cosi’ lontani i tempi in cui la “ceramica” andava benone dalle sue parti…! Eppure nessuno manifestava continuo disappunto dalle “isole” anzi si invidiava e si apprezzava la vostra capacità di reperire tali sponsor… visto che al sud è sempre stato difficile, per motivi che non sto qui a spiegarLe (ma che probabilmente Lei potrà intuire da sè), trovare sponsor “corposi ed affidabili” come quelli che si potevano reperire nel Reggiano. Continuo a leggere suoi interventi, che per altro condivido in gran parte, in cui non fa altro che parlare di settori giovanili criticando le società che continuano a comprare straniere invece di dar spazio al frutto del lavoro nei settori giovanili; eppure credo di poter ricordare una “novena” di NON ITALIANI (per dirla in termini ecclesiastici…!), tra giocatrici ed allenatori, tesserati sotto la sua gestione. La sua attuale indignazione ergo omnes mal si concilia con il Suo starting seven di due stagioni fa quando disputava la serie A1 con ambizioni di classifica ed in campo scendevano Di Fazzio(Siciliana), Loipur (straniera), Velikovic (straniera), Mannias (Sarda), Totova (naturalizzata), Gianlorenzi (Marche), e la settima era Barbara Corsi (Emilia Romagna) che giocava solo metà tempo…in panchina c’era l’iitalianissimo Keno Sahiti…! “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”…tutti bravi a tirare pietre ma la memoria è un po cortina.

  4. Marco Trespidi 22 luglio 2010 alle 19:32 · Rispondi

    E’ vero Lino, è in Sicilia che i contributi sono diventati risibili in base alla attività. In Sardegna fortunatamente per loro sono ancora consistenti.

  5. Trinelli 23 luglio 2010 alle 08:16 · Rispondi

    X lucio

    Come scritto in un altro link a volte bisogna sapere ammettere di avere sbagliato o tanto meno di avere commesso degli errori e noi di questo abbiamo già fatto pubblica ammissione e di conseguenza abbiamo cambiato rotta e direzione.
    Forse ci sciamo lasciati prendere dall’entusiasmo della promozione del 2005 e sulle ali di detto entusiasmo abbiamo fatto come tante altre società e se avessimo continuato su quella strada forse ci avrebbe portato al collasso e addirittura alla scomparsa del settore femminile a Casalgrande.
    Ci siamo lasciati distrarre dalla euforia dell serie A1 ed abbiamo per alcuni anni trascurato il settore giovanile femminile che è sempre stato il nostro vanto.
    Per nostra fortuna il rapporto conflittuoso creatosi con le atlete straniere professioniste, mercenarie, le difficolta di riuscire a reperire sponsorizzazioni ed un rapporto non idilliaco con la Federazione ci ha fatti tornare con i piedi per terra. Ci siamo scottati e ci siamo resi conto che quello non è e non era il nostro mondo ed abbiamo avuto la capacità di sapere fare un passo indietro e lo scorso anno siamo ripartiti in serie A2 con le nostre giocatrici di casa e cosa importante abbiamo ripreso il lavoro nelle scuole elementari e medielavorando e ci siamo imposti delle regole per non ricommettere in futuro gli errori del passato.
    Il prossimo anno faremo la serie A1 con la squadra maschile ma gli errori commessi negli anni precedenti con la serie A1 femminile ci hanno insegnato tanto e certamente non leggerete di ingaggi stratosferici e tanto meno di atleti stranieri a Casalgrande. Chi gioca a Casalgrande sono Italiani, del posto e che percepiscono piccoli rimborsi spesa per la benzina per venire a fare allenamento.
    Teniamo però a precisare che possiamo continuare a girare a testa alta, a Casalgrande nessuno vive di pallamano o fa soldi con la pallamano, anzi spesso e volentieri tanti dirigenti ci metteno del loro.
    Alla luce di quanto sopra riteniamo e ci sentiamo il diritto di potere dire apertamente quello che pensiamo senza offendere nessuno e quindi abbiamo voluto rispondere a coloro che dicono che non esistono più contributi pubblici a certe società; non è vero e qundo si andrà a compensare mi sembra doveroso mettere anche ciò sul piatto della bilancia.

  6. Linomito 23 luglio 2010 alle 10:13 · Rispondi

    Io non mi vanterei proprio del fatto che “nessuno vive di pallamano o fa soldi con la pallamano”: girando l’Europa ho visto come gli “altri” fanno i soldi con la pallamano, solo che qua siamo in un ambiente in cui non si ospita un concentramento di Champions IN CASA per non scucire 25.000 euro di cauzione (CAUZIONE, non quota iscrizione) pur avendo l’impianto adatto per guadagnarci dei soldi con la pallamano.
    Sono fermamente convinto che “guadagnare con la pallamano” dovrebbe essere l’obiettivo di tutti, sia di chi batte le scuole alla ricerca di talenti locali sia di chi spende e spande per stranieri e naturalizzati: prima di tutto perché SI PUO’, e questo sarebbe ora che ce lo mettessimo in testa tutti, secondo perché la rinascita della nostra pallamano non può prescindere dall’individuazione dell’obiettivo a lungo termine della professionalizzazione effettiva del movimento, almeno a livello di prima serie, lega, divisione o chiamatele come volete.
    Lei mi obietterà: ma io spendo soldi ed energie per, diciamo, dieci anni, scopro e coltivo un talento e poi arrivano Salerno o Sassari e me lo portano via… ecco, questo è il punto: se le venisse data la possibilità di METTERE SOTTO CONTRATTO (un contratto vero, non le scritturine private che facciamo in Italia) i suoi talenti, allora succederebbe che lei verrebbe ristorato dell’investimento fatto, e guadagnandoci pure, mentre la società big che le sottrae il talento, però pagandoglielo quel che vale, ci vincerebbe scudetti e coppe guadagnandoci a sua volta. Però non mi venite a fare il discorsetto “nessuno vive, nessuno fa soldi” perché mi viene veramente da ridere!

  7. ernani savini 23 luglio 2010 alle 10:32 · Rispondi

    Scusi Trinelli,
    sarebbe ora di smetterla con questa retorica del dilettantismo.

    Io vivo di pallamano da ormai 4 anni, e le assicuro che a Bressanone “giro a testa alta” , e come me tanti colleghi che dedicano 8-10 ore al giorno al nostro sport. Non vedo come lavorare professionalmente sulla pallamano possa essere motivo di vergogna.

  8. Trinelli 23 luglio 2010 alle 11:33 · Rispondi

    x savini

    Scusi Savini, forse sono stato frainteso

    Anche noi a Casalgrande abbiamo un’allenatrice che vive di pallamano e che lavorerà con noi e per noi per lavorare specialmente a tempo pieno nelle scuole, mattino e pomeriggio, ben vengano i veri professionisti e possibilmente preparati
    Il mio pensiero è rivolto a quei tanti, a volte dirigenti, che invece non vogliono ammettre di vivere di pallamano e che vogliono dimostrare di fare pallamano solo per pura passione o amore per lo sport.

Lascia un Commento