Col punteggio finale di 32 – 23 in proprio favore, il Sassari allenato da Carlo Baroffio si aggiudica dinanzi al pubblico amico gara 2 di Finale Scudetto, rinviando l’assegnazione del titolo di squadra Campione d’ Italia a sabato 11 Maggio, in quel di Salerno, dove le squadre scenderanno in campo per disputare gli ultimi sessanta minuti di gioco che varranno un’intera stagione.
A dispetto della gara di andata, dove la Jomi Salerno diede sfoggio ad una perfetta prestazione assicurandosi con tranquillità il successo, in quel di Sassari le salernitane, giunte con la pesante assenza del capitano Antonella Coppola, hanno dovuto arrendersi alle più aggressive e motivate avversarie, che avevano dal canto loro un unico risultato a disposizione per allungare la serie a Gara 3.
Dopo un avvio equilibrato che ha visto anche il Salerno in vantaggio, le padroni di casa hanno cominciato ad ingranare le marce affidandosi alle realizzazioni di Belotti e Arishina – miglior marcatrice della gara con ben dieci segnature all’ attivo – mentre la Jomi Salerno, in particolare con le segnature di Klimek ed Ettaqi, ha cercato in tutti i modi di impedire la fuga delle avversarie che hanno chiuso i primi trenta minuti di gioco sul parziale di 13 – 10 in proprio favore.
Nella ripresa la Jomi Salerno è restata in corsa sino al 19 – 17, quando il Sassari ha piazzato un break decisivo ben gestito sino al termine della gara, conclusasi sul punteggio di 32 – 23 in proprio favore.
“Dopo la sconfitta senza attenuanti in gara 1 sapevamo che per proseguire la serie avremmo dovuto disputare una gara di grande intensità – dichiara Carlo Baroffio, tecnico del Sassari – limitando gli errori non provocati, tenendo un ritmo più elevato, con maggiore attenzione e prontezza in fase difensiva e più convinzione nel gioco d’attacco ed al tiro.
Superato un inizio gara piuttosto contratto, anche con l’importante sostegno del nostro pubblico siamo riuscite ad andare avanti nel punteggio, aumentando man mano il vantaggio, con buoni adattamenti alle soluzioni tattiche attuate dal Salerno per cercare di invertire l’andamento della partita.
Arriviamo alla finalissima consapevoli di poter contendere il titolo alle nostre forti avversarie, che avranno dalla loro il giusto vantaggio del campo: per vincere dovremo compiere una vera impresa ma, a questo punto, nulla è impossibile ”.
“Abbiamo avuto un impatto ambientale totalmente negativo – afferma il tecnico salernitano Giovanni Nasta – pur difendendo bene inizialmente e con Prunster che parava tutto non siamo riusciti a mettere il naso avanti se non sul 4-5 quando abbiamo poi sbagliato ben tre palle facili e potevamo mettere la partita comoda per noi.
Loro hanno iniziato a trovare qualche gol un pochino fortunoso a mio avviso e noi siamo diventati immediatamente poco attenti e più molli in difesa e il Sassari ne hanno saputo approfittare. L’organizzazione e’ venuta meno nel finale del primo tempo, ci ha tenuto a galla la sola Klimek supportata dalla Ettaqui che proprio non ne voleva sapere di mollare.
Nel secondo tempo abbiamo avuto dei buoni momenti a tratti ma senza riuscire a dare continuità alla intensità difensiva che ci consentiva di ripartire troppo poco e quel poco che facevamo lo abbiamo sprecato spesso.
Il resto lo ha fatto il Sassari, ben messo in campo e che ci ha creduto e meritato.
Le mie ragazze mostreranno sabato la grande voglia e la determinazione necessaria per un grande risultato come la vittoria di questo scudetto che sentiamo nostro ”.
zer commenti x una finale scudetto…. Tutto dice del ns stato d’abbandono. Tifavo sassari, ma dopo la famosa rinuncia…forza salerno
Arbitros no hacieron errores, por eso no estan commientos. Esto es el balonmano italiano
Io tifo Cassano invece.
Meglio non fare pubblicita’ a sta gente che rinuncia alle gare di camionato perche’ gli fa comodo. Poi leggo di appelli, chiusura dei cordoni, e la ciliegina “per il vitto e l’alloggio ci arrangeremo” .
fidati, meglio non pubblicizzare….
Livello di squadre basso anzi troppo basso. In campo per salerno ferrandino, lamberti, madella, ettachi e avram che appena l’anno scorso erano in panchina. Per non parlare di sassari che ha giocatrici di secondo livello. Di quale campionato stiamo a parlare ancora?
Ferrentino ed Ettaqi .. semmai .. e poi non mi risulta che almeno Ettaqi ed Avram sedessero in panchina nelle stagioni passate… ma sono sempre state un punto fermo di questa squadra!
X DORAEMON – Ferrentino punto fermissimo addirittura in tribuna come lamberti. Avram giocava poco e se giocava lei non giocava ettaqui (giocava anche il centrale straniero).
Ala destra giocava una certa Pavlic. E a dire il vero fino a quando c’era la straniera pivot non giocava nemmeno la coppola. Ma la memoria è sempre corta. insomma oggi giocano le panchinare di ieri a parte federspiler e il portiere.
Non credo sia corretto parlare di giocatrici di secondo livello. Queste sono le giocatrici che offre il panorama della pallamano italiano. Punto e basta.
Questo è quello che si ha e questo è quello su cui si deve lavorare.
Ho visto la partita e l’unico commento che mi viene da fare è che questa è la nostra realtà.
Ora si deve, assolutamente fare qualcosa tutti per fare in modo che non si scenda oltre, ma che si riescano a porre le basi per una crescita. Dobbiamo aumentare in quantità (riferito al numero di giocatrici e squadre) e in qualità. Dobbiamo evitare certamente episodi come la scelta di non giocare una partita di campionato. Dobbiamo formare gli allenatori. Dobbiamo lavorare e investire tanto, tanto sui giovani………
Cosa centrano le giocatrici con le decisioni di una società.. le giocatrici di Sassari meritano di vincere come lo merita il Salerno, poi parliamo di chi era o no in panchina, di giocatrici di primo o secondo livello, ma chi siamo per giudicare.. viviamo questa finale come una festa col livello che c’e e le giocatrici che ci sono, che vinca il migliore e sia una partita pulita.. poi lo scudetto si dovrà decidere in campo chi merita o meno di vincerlo..
l’intero budget di salerno ammonterà a quello di tutte le altre 5 squadre (numerone) presenti nel campionato questanno, siamo seri. federspieler, klimek, prunster, avram se non sono professioniste poco ci manca. mestrino che ha portato salerno a gara 3 quante professioniste ha? e conversano?
incredibile è che salerno tiri fino a gara 3 la finale scudetto. e meno male c’è gara 3. altrimenti per differenza reti avrebbero perso e nasta, anche questanno, avrebbe perso. vero è che se perde pure questanno…
Veramente Coppola giocava sempre , con l’arrivo di Vjunaite era lei l’ala sinistra di Salerno, Avram negli ultimi anni è sempre stata l’ottava donna e ha sempre trovato molti minuti e ancor di più nelle gare più importanti, Ettaqi ha sempre trovato posto o ala o terzino, considerando che Salerno fino allo scorso anno aveva almeno 13 giocatrici intercambiabili, da ultimo Lamberti l’hai vista in tribuna perchè ha avuto un anno di sosta per la rottura del crociatio……mi sa che la memoria corta è la tua , a proposito Ferrandino esiste , si chiama Elvira ed è un portiere degli anni 90…..Sulla qualità del campionato femminile ahimè invece non esiste discussione.
Caro Carletto, sarebbe il caso di informarsi prima di scrivere corbellerie….Intanto una premessa. Che il livello della pallamano (maschile e femminile) sia sceso ancora non è una scoperta di questi giorni, ma roba vecchia. Ci si può, al massimo, consolare pensando che la “recessione” è di tutto lo sport italiano a cominciare dal calcio… Noi, intanto, facciamo poco per andare “controcorrente” e su questo non c’è dubbio. Secondo punto. Per anni ho letto su questo sito ed altri che il male della pallamano, femminile in particolare, era rappresentato dalla presenza di troppe straniere e che bisognava dare spazio alle giovani italiane, quindi dov’è il problema se ora trovano spazio in rosa giovani? E’ stato fatto e non credo che la scelta abbia prodotto grandi risultati. E vengo al Salerno per farti notare che, ad esempio, Avram ed Ettaqi erano titolari, al pari di Coppola (che giocava ala), nella PDO che due anni fa ha vinto uno scudetto (contro Sassari) quando c’erano tre straniere per squadra e che l’anno prima, quindi tre anni fa, ancora Coppola ed Ettaqi erano titolari nella PDO campione d’Italia in finale contro Teramo. Dunque prima di pontificare sarebbe il caso di documentarsi. Poi, per quanto riguarda le variere Ferrentino, Lamberti e Madella ne riparleremo tra un pò, ma intanto queste italiane le vogliamo far giocare o no? Non è una domanda, ovvio, perchè per quanto mi riguarda a questa discussione sterile e senza senso metto un punto. Buona pallamano a tutti.
el poppe sicuramente se la finale scudetto era su due gare il Salerno nn avrebbe perso di 9.. visto che nella parte finale di gioco si è completamente lasciata andare .. si vedrà in Gara 3 cosa succederà è che vinca il migliore..
Io non so chi siete, ma soprattutto non riesco a capire di cosa sparlate. Se la pallamano italiana è ridotta male questa sterile ed insignificante discussione ne dimostra il perchè. Per anni ho dovuto assistere all’ipocrisia delle “straniere”, mali di tutti i mali, unico e solo problema di un movimento soffocato da giocatrici che non permettevano alle giovani italiane di crescere. Bene le abbiamo tolte non senza far notare, da parte mia in posizione minoritaria, che un campionato mediocre non favorisce la crescita dei giovani, ma tant’è. Ora non va bene perchè giocano quelle che non giocavano, è stato già spiegato che questo non vale per Salerno, quindi mi sembra stucchevole tornarci su, La verità è che non c’è mai stata una strategia, ma che dico un’idea, solo lamenti e polemiche sterili, nel migliore dei casi, boicottaggi veri e propri nella realtà. Il campionato femminile è ridotto così perchè le società del cc.dd. movimento femminile lo hanno ridotto così: nessuna programmazione, nessun investimento tecnico, rinunce a partecipare alle massima divisione, ricatti veri e propri “o si fa come mi conviene a me o non ci sto”, furbizie ed altre meschinerie che non sto qui a ricordare, PER ORA.
Perfavore, fateci una cortesia, un gesto gentile ed utile. SPARITE per il bene di uno sport tanto bello quanto sfortunato.
Quoto quello che ha detto in ogni parola, soprattutto lo “SPARITE”… Ma secondo lei che si può fare per iniziare un progetto serio per lo sviluppo di questo sport? Federazione, GFH e varie non stanno facendo nulla di concreto…
beh, diciamo che questi ultimi anni non puoi negare la massiccia presenza del “volere dei singoli” (maggioritario o minoritario che sia) nei corridoio del “facciamo cosi”. Fai il bravo Pasquale che partire dal tetto piuttosto che dalle fondamente ci vogliono secoli, piuttosto che anni ad arrivare al consolidamento. Per carita’, ogni strategia e’ buona e condivisibile, ma dovremmo essere un po’ piu’ coscenti (ognuno di noi) anche degli eventuali danni fatti.
Io non volevo offendere nessuno facevo solo considrazioni. E poi salerno oggi fa giocare le seconde line di ieri perche mancano i soldi per pagare.
questa è la verita. Poi se il signore Loria parla dell’ipocrisia delle straniere forse dimentica che ha vinto coppe e scudetti con una quantita industriale di straniere e naturalizzate. avram; anisenkova;pavlik;il pivot straniero sonia /mi pare/ ;il centrale cernoska (piu o meno) la milatovic, stranieri anche due portieri di cui ricordo solo il nome dell’argentina bordon e anche l’allenatore era straniero. Insomma predicare bene e rotolare male!
Senta Carletto seconfdo me ci sono problemi di connessione. Io ho vinto con le straniere (anche gli altri le avevano) e quando parlo di “ipocrisia” intendo (lo preciso per riconnetterci) che ho sempre affermato e affermo che non era quello il problema, i fatti penso che lo stiano dimostrando. Poi per sua scienza, signor Carletto, ho vinto anche dopo, lei non so cosa ha vinto. Ma guardi il problema non è neanche questo, cioè vincere o aver vinto, si figuri non tutti ci arrivano, il punto è fare. Il problema non è neache saper lei chi è, qual è il suo nome, cosa sinceramente irrilevante, piuttosto sarebbe intressante conoscere cosa fa lei nella pallamano e conoscere a quale categoria appartiene: è un prenditore (?) – cioè uno che legittimamente fa qualcosa a fronte di retribuzione, oppure un datore (?), cioè al contrario uno che cerca le risorse per investirle nel nostro sport, o semplicemente un libero pensatore. Comprenderà che sono tre posizioni molto diverse qualificanti i suoi interventi inutili.
Non entro nei vari meriti, ma una cosa non condivido: il problema straniere, vincere o perdere con o senza di loro è solo un problema di denaro e di organizzazione per un club, ma per un settore nazionale è un problema di attività, se la federazione MOLTO opportunamente decide di togliere le straniere, i club invece di cercare naturalizzate e ragazze in giro per l’Italia, avendo avuto il tempo di organizzarsi, avrebbero dovuto incentivare il reclutamento ed organizzare una attività giovanile che forzatamente possa nel tempo dare i suoi frutti. Ci sono ruoli che non esistono, due su tutti: terzini mancini e centrali, guarda caso i più densamente popolati negli anni di straniere. Quindi è ovvio che se ho i soldi e voglio vincere mi “compro” i giocatori nei ruoli che mi mancano e va benissimo, ma quantomeno dietro devo costruirmi i giocatori che pian piano mi permettano di avere in quei ruoli atlete fatte in casa. Invece in questi anni che si è fatto ? NULLA. Chi aveva l’attività prima ce l’ha anche ora e viceversa. Non si vedono talenti all’orizzonte tanto che dobbiamo cercare già tra i 98. Questo Pasquale il senso del togliere le straniere, ma per l’ennesima volta un iniziativa positiva federale è passata attraverso la mediazione di dirigenti se non incapaci quantomeno indifferenti. Ed eccoci qua.
non se la prenda tanto sig. loria ha vinto uno scudetto fresco fresco rischiando di perderlo contro una squadra molto piu scarsa della sua. e cmq chi ha i soldi vince e lei ha vinto!
libero battitore sono,,,,,,,,,,,,
Veramente abbiamo visto anche gente con tanti soldi perdere…non ha caso ho detto che per vincere ci vogliono soldi e organizzazione, una o l’altra da sole non bastano
Caro Marco sai come la penso. la decisione di togliere le straniere è stata della Federazione, punto, il molto opporunamente lo eviterei. Provo a spiegare il mio pensiero. Non si creano giocatori “per decreto”, pertanto se togli le straniere ma non lavori sulla base non hai risolto nulla, hai solo continuato a giocare al ribasso. Le regole ci devono essere, ma non per tappare il movimento, per spingerlo e la spinta deve arrivare dal basso, i tappi in alto non servono, sono roba da Soviet, roba vecchia già sconfitta dalla storia. Si tolgono le straniere e contemporaneamente si allentano, fino quasi all’annullamento gli obblighi per l’attività giovanile, ti sembra logico ?
Ho proposto l’introduzione di una norma in base alla quale, nell’arco di un biennio, sia resa obbligatoria almeno per le società partecipanti ai campionati nazionali, all’atto dell’affiliazione, la dichiarazione di esistenza di un centro giovanile costituito secondo i parametri che la Federazione riterrà di stabilire (impiego di tecnici, disponibilità impiantistica, fasce di età coperte, attività di divulgazione, collegamento con strutture scolastiche sul territorio, partecipazione ai campionati, ecc). Tali centri dovrebbero essere nel corso dell’anno ispezionati e quindi certificati, pena la esclusione dai campionati.
Se ne farà qualcosa ‘ ? Non credo perchè si opporranno proprio i puristi dell’italianità e coloro che pontificano su questi forum ma poi quando si tratta di fare scappano e che l’unica cosa che hanno richiesto e ottenuto è stata l’annacquamento degli obblighi di partecipazione, altrimenti avrebbero iniziato sempre a -5.
Lo riscrivo perchè è partito un invio involontario:
In realtà mi pare che , discorso straniere a parte che secondo me è stato assolutamente necessario attuare da parte della Federazione, io condivida grossomodo tutto. Purtroppo in un mondo perfetto si può sperare di fare le cose per “maturità di intenti e conoscenza”, nella pallamano se non ci sono decreti non c’è verso. Sono stato profondamente contrario alla norma che non rende più le giovanili obbligatorie, proprio perchè è in controtendenza rispetto alla riduzione delle straniere. “La storia siamo noi” Pasquale e non può essere generalizzata una questione che riguarda mondi cosi diversi come ad esempio basket o pallavolo, per questo la storia non conta, conta l’anailsi del momento e il dotarsi di strutture adeguate alla “storia” che in quel momento quel singolo sport vive. Purtroppo fatta la norma la FIGH in genere si occupa non di vedere come viene rispettata ma di emettere tutta une serie di postdecreti per annullare gli effetti dei FURBACCHIONI che sempre trovano l’inganno…… questo accade sia al femminile che al maschile.Sulla norma della “qualificazione” dei centri giovanili necessaria per i club di prima lega sono d’accordissimo e ne ho parlato anche in altri post sulla riforma dei campionati del prossimo anno, che come te intendo a girone unico nel livello maggiore e a più gironi nel livello inferiore, ma mia pare che siamo in tre a pensarla così. Non c’è nemmeno molto da inventare basta seguire le indicazioni dei vecchi Centri CAS che prevedevano anche corsi per i tecnici obbligatori per essere istruttori di quei centri com argomenti specifici per l’età giovanile….ho ancora la tessera feci il corso a Mortara 165 anni fa…..se non se ne farà nulla sarà un’altra occasione sprecata.
Praticamente siamo d’accordo sui tutto perchè il discorso sulle straniere era solo di principio, chiaramente cosa fatta, capo A., cioè in questo momento storico la riduzione delel staniere ci sta, quindi nulla questio.
Mi preoccupa quando dici che siamo solo in tre, tipo tre cavalli e tre somari…. La pallamano già si è suicidata, ora non resta che cremare il cadavere.
Ah per criosità, chi è il terzo ?
Sono il quarto, credo che quella della qualificazione dei centri giovanili sia un’ottima idea.
Penso che Mestrino abbia la stessa visione
pensare e’ tempo sprecato… ;-)
nel senso meglio agire….
Io pure condivido quanto esposto da Loria e credo sia un’ottima idea per valorizzare i settori giovanili.
Sottolineo che le cose da fare sono però molte, ad iniziare dall’omologazione dei campi di gioco che dovrebbe avvenire sempre a cura di incaricati federali e non mediante autocertificazione dei presidenti (campionati regionali). Se tutti lo vogliamo veramente ci sono ampi margini di crescita.
Marco, sono un po’ stufo di leggere ste cose onestamente…. Ci sono tante persone che la pensano così, che credono che sia le società che la federazione debbano muoversi in questo senso cercando di lavorare BENE sui settori giovanili, sulla promozione, sulla formazione… Marco diciamo la verità, se alcune società stanno cercando di fare qualcosa la federazione non sta facendo assolutamente nulla, in tutta onesta manco mi accorgo che ci sia se non quando con orrore leggo che le l’accesso alle finali nazionali giovanili non è più per merito ma x semplice iscrizione…
La domanda che ti ho già fatto è sempre la stessa, che si può fare per crescere? Le sole poche società che lavorano bene bastano? Ma stavolta mi rispondo da solo… NO, NO e ancora NO, serve una struttura ben organizzata il cui unico scopo sia crescere sia come numeri, come qualità, come diffusione sul territorio che come immagine!!
attenzione che uno dei problemi piu’ gravi e’ che ci accorgiamo che gli obblighi non sono piu’ obblighi e i meriti sminuiti a zero solo e sempre troppo tardi, non quando viene deciso. Era ovvio e poteva considerarsi naturale la possibilita’ di accesso a tutti quando a giugno 2012 usci’ il vademecum con la regola della mancanza di obbligatorieta’. nel proseguo spesso o sempre i diretti interessati o non si sono presentati o hanno giustificato o giustificano il tutto con la crisi economica, demotivando o non considerando nulla fuorche’ cio’ che conviene. Ognuno la sua colpa, ognuno la sua miseria…
prova a proporre una formula con obbligatorieta’ per i primi e una specie di play off per le seconde e vedrai che ti viene risposto… prova, prova….
Daniele partiamo dal non confondere i ruoli, la FIGH deve fare formazione di base ( dopo il terzo livello partiranno a brevissimo i secondi livelli mentre i primi sono già regolarmente in atto secondo la nuova normativa CONI-SNAQ)poi gli allenatori devono crescere in modo autonomo è così ovunque, la FIGH deve fare promozione nazionale della disciplina, i club devono fare promozione locale, (aiutati dagli enti periferici , nota dolentissima della nostra federazione , ma tu stai in uno dei pochi centro veramente organizzati e operativi in questo senso con il binomjo Bazzanella /Zorzi e non credo affatto tu ti possa lamentare) , il reclutamento e i centri giovanili sono attività quest’ultime determinanti e a SOLO carico dei club.
Ci vogliono MOLTE più società che lavorino bene e ci vuole una FIGH più determinata e aggressiva sul territorio.
Parto con rispondere a Marco… Come ben sai a me non interessa solo il mio orticello e non mi lamento a priori della struttura che c’è nella mia regione ma sono convinto che tutto questo non basti… Anche noi come società siamo passati da una sola giovanile di 8/10 ragazzi 5 anni fa ad iscrivere quest’anno 5 squadre giovanili, avere un settore propaganda per un totale di circa 100 atleti…. Ma anche questo non basta… In Trentino si sta facendo un ottimo lavoro con Lorenza Campese sui piccolini con una serie di concentramenti durante l’anno… Ma non basta… Io non mi accontento mai Marco, e vorrei che tutto il movimento a partire dalla Federazione capisse questo!!! Dobbiamo scendere nelle piazze e uscire dalle palestre per farci conoscere…
Poi passiamo alla formazione, sono 3 anni che voglio fare sto benedetto secondo livello… Vorrei fare dei corsi di aggiornamento, dei meeting… Ti faccio un esempio: abbiamo un allenatore come te che sta facendo un’esperienza in un campionato estero, di una squadra di professioniste in pratica, di una nazionale, di un progetto che sta crescendo e tutte queste competenze/esperienze non vengono condivise… Ok, tu mi dirai vieni a Roma ma con tutta la buona volontà e la passione che ho manca il tempo per un viaggio del genere (40 ore di lavoro settimanali, allenamenti quasi tutti i giorni, partite tutti i week end e pure le ferie spese per finali nazionali e camp estivo).
Carlantonio: ok tutto quello che scrivi, ma sono finali nazionali e tali devono rimanere!! Si trovi una formula diversa o altro ma ci si deve dare un senso a quello che si fa… Questo è diventato un torneo dell’oratorio a quale parteciperemo comunque con la convinzione di essercelo meritato.
Sono del tuo parere, ma purtroppo non dobbiamo convincere chi organizza o gestisce, ma bensi chi dovrebbe parteciparvi….e questo e’ il problema. quando ai vari incontri si tocca l’argomento giovanili, ci sono sempre le presunte difficolta’ a saltar fuori. E stato proposto di ritornare alle vecchie formule con vari step di qualificazione (regionale, interregionale ecc) ma la risposta e’ stata “ma ci tocca fare strada”. Sono certo che tu e tanti altri allenatori condividete e pigiate sull’acceleratore della riforma, ma poi? come vedi, scaduto il termine per le iscrizioni al “torneo open” (non sono d’accordo sull’apertura scelta) ci si accorge che non cambia pressoche nulla. MANCA L’AMBIZIONE SOPRATUTTO QUELLA DI ESSERE O ESSERCI. e questa e’ la realta’ di noi base. ho l’impressione (poi nemmeno tanto un’impressione) che ci sia gente che ama il “tuttofacile” e “nonseneparladicostruire”, ma “midevonodare” e “dirittosenzaoneri”.
e vedrai che succedera’ per il settore senior…
la regola “accontentiamotutti” e supponenza alla crisi ci portera’ ad essere sempre e comunque dei perdenti che pero’ ci si riempie la bocca nel dire di giocare in un campionato Nazionale…