E’ il personaggio della settimana, Marko Bobicic. Volto nuovo della Junior Fasano, portato in Italia a costo zero dal neo DS Francesco Ancona, il giovanissimo montenegrino (classe ’92) è sceso in campo sabato scorso nella sua prima apparizione da titolare in questo campionato, contribuendo al successo di Sirsi e compagni sul Bologna Utd.
Intervistato in settimana dal blog ‘Le altre sfere‘ de ‘La Repubblica – Bari‘, Bobicic non si è naturalmente negato ad una chiacchierata con PallamanoItalia, in attesa di tornare in campo sabato prossimo per il 13esimo turno di Elite.
PALLAMANOITALIA: Marko Bobicic, senz’altro uno dei protagonisti di questa settimana. La firma sull’importante vittoria della Junior Fasano sul Bologna United è anche tua, alla prima apparizione stagionale da titolare…
MARKO BOBICIC: Non direi che ho portato alla vittoria la squadra, ma sicuramente posso dire che ognuno di noi ha contribuito con buona difesa e un buon attacco, e che ovviamente possiamo sempre migliorare. Per la prima volta da quando sono a Fasano sono partito dal primo minuto, non me lo aspettavo, al posto del mio compagno Leo De Santis. Spero di aver ricambiato la fiducia, perché ho cercato di dare il meglio, e se ci sono stati errori cercherò sempre di seguire il consiglio di rimediare giocando meglio.
P: Possiamo definirti uno “straniero atipico”, in quanto a differenza dei tuoi colleghi la società non ti chiede di prendere in mano la squadra, ma ti sta dando fiducia e ti attende con pazienza. Cosa pensi di questo tuo ‘ruolo’ nella squadra?
B: Non ci sono gelosie nella squadra che possano creare problemi: come collettivo cooperiamo molto, ci sosteniamo a vicenda se si fa un errore o se si perde una partita, anche da parte di chi come me è in panchina – per aiutare la squadra e, naturalmente, per ottenere la vittoria e metterci in miglior luce.
P: Nella prima parte di stagione hai avuto spazio perlopiù in difesa, diventando poi il primo cambio per i terzini dopo il taglio di Vidovic. Che giocatore è Marko Bobicic?
B: In questa prima parte della stagione ho avuto soprattutto l’opportunità di giocare in difesa perché in attacco giocava il mio compagno di squadra Vidovic. E’ stato preso come terzino per rinforzare il “sette”, io ho ancora solo 18 anni e non ho abbastanza esperienza per essere in grado di giocare sia in attacco che in difesa, e per me è normale imparare dai miei compagni di squadra e per alcuni anni formarmi come giocatore a Fasano. Dopo Vidovic, a sinistra ero il primo cambio in difesa, ma l’allenatore mi ha dato la possibilità di giocare anche in attacco, mi auguro che in futuro con l’esperienza sarò bravo in ogni posizione.
P: Sei arrivato giovanissimo in Italia, lasciando il tuo Paese natale per giocare a pallamano da professionista. Come ti stai ambientando in Italia? Quali sono state le difficoltà maggiori, se ci sono state?
B: Sono partito molto giovane, alcuni dicono che è troppo presto andare all’estero a 18 anni, ma io non rimpiango la mia scelta, perché qui in Italia mi sento bene: tutti mi hanno accolto molto bene, sia i giocatori che i dirigenti del club, e lo apprezzo molto. Parlando delle difficoltà qui in Italia, per ora l’unica è la lingua: ho bisogno di conoscerla meglio ma fino ad ora non ho avuto problemi con a capire le tattiche di gioco e gli errori grazie al mio allenatore e ai miei compagni.
P: Quest’estate con la nazionale Under18 hai partecipato agli Europei, organizzati proprio in Montenegro. Che esperienza è stata, per te e per il tuo Paese? E soprattutto, quanto è distante l’Italia dal top della pallamano europea, che poi corrisponde a quella mondiale?
B: L’anno scorso ho partecipato al Campionato Europeo under 18 in Montenegro ed è stata la prima grande esperienza della mia carriera, e anche per il Montenegro ha avuto un significato importante: del resto, organizzare un il Campionato Europeo non è una cosa da poco. A mio parere il campionato italiano è molto buono, ma penso che non sia a livello di campionati europei come il tedesco, francese, danese, svedese, ma credo che abbiamo prospettive enormi: molti stranieri che sono ottimi giocatori vengono a giocare per Italia, e questo rende tutto ancora più duro. Un po’ di “sana” concorrenza tra squadre è sempre buona e proficua.
P: Dopo la vittoria contro Bologna, vi aspettano due trasferte in quattro giorni, prima Bolzano e poi Teramo, sicuramente fondamentali per il prosieguo della stagione della Junior Fasano. Dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, qual è il vostro obiettivo?
B: La prossima partita è a Bolzano e, naturalmente, ci andremo per vincere perché con questa vittoria e con una vittoria contro Teramo renderemmo il nostro cammino molto più facile. Vorremmo arrivare tra le prime quattro squadre ai play off, dobbiamo ancora dimostrare chi siamo agli altri. Purtroppo siamo usciti dalla coppa, ma ora ci concentriamo sul campionato e puntiamo a qualificarci di nuovo in Europa.
di Matteo Aldamonte
Grazie per il link.
Antonino Palumbo