Andiano a conoscere i due nuovi stranieri del prossimo Gammadue. Iniziamo da Milos Milosevic, 27enne montenegrino, che abbiamo contattato nella sua casa di Sabac.
D:
Quando hai cominciato a giocare a pallamano?
R: “Ho cominciato a giocare a pallamano un po’ tardi, sui 16 anni, a Budva, in Montenegro. Ho scelto questo sport perché seguivo con passione le partite di mio padre. Possiamo dire che la pallamano sia nel DNA di famiglia”.
D: Questa è la tua prima esperienza fuori dal tuo Paese?
R: “Assolutamente no! Dall’età di 19 anni ho iniziato la mia carriera di giocatore professionista. Ho giocato in Spagna, in Svezia, due stagioni in Grecia, due in Qatar. Penso di poter dire di aver accumulato una buona esperienza, sia dal punto di vista professionale che umano”.
D: Che cosa significa per te questa nuova esperienza
R: “Arrivo a giocare per la prima volta nel campionato italiano con un grande desiderio, quello di contribuire ad una stagione vincente”.
D: Cosa conosci della pallamano italiana?
R: “Ho giocato in due occasioni contro la Nazionale Italiana. La prima volta a Conversano con la squadra Juniores della Yugoslavia in occasione delle qualificazioni al Campionato del Mondo, la seconda con la nazionale maggiore del Montenegro nel Torneo di Bologna che abbiamo vinto battendo in finale proprio la rappresentativa azzurra”.
D: Com’è stata per te l’ultima stagione?
R: “Lo scorso anno ho deciso di far ritorno a casa per una stagione perche mi ero appena sposato. Sono tornato a giocare in Montenegro, nella squadra dove avevo iniziato a praticare la pallamano, il Budvanska Rivijera. L’obiettivo della squadra non era ambizioso, si puntava ad una tranquilla salvezza e niente più, ma con duro lavoro e tanti miei gol siamo riusciti a conquistare una posizione insperata che permetterà al club di giocare nelle prossime Coppe Europee”.
D: Che tipo di giocatore sei?
R: “Sono un giocatore “all around”. In attacco nasco come vero e proprio terzino sinistro ma nel corso degli anni mi sono adattato a giocare centrale e in alcune occasioni ho pure giocato terzino destro. In difesa posso giocare tranquillamente in tutte le posizioni, anche se prediligo le zone centrali. Mi piace prendermi responsabilità nei momenti importanti delle partite”.
D: Hai già parlato con il nuovo allenatore Samir Nezirevic?
R: “Non ancora: avremo tempo di parlare a lungo quando sarò a Rubiera”.
D: La nuova squadra sarà composta da tanti giocatori giovani. Quindi tu dovrai essere un leader per il gruppo. Ti senti pronto a rivestire questo ruolo?
R: “Non è una novità e la cosa non mi spaventa: negli ultimi tre anni ho sempre giocato in squadre molto giovani. L’importante è mettersi in testa che la pallamano non può e non deve mai essere uno sport individuale: io posso anche segnare 10 reti a partite, ma se poi si perde non servono a niente. Dobbiamo essere tutti pronti a dare il meglio di noi stessi e ad aiutarci a vicenda, e alla fine tireremo le somme”.
Ufficio Stampa Gammadue Secchia